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Microfoni per conferenze e convegni: quali scegliere per tavolo, podio e domande

Gooseneck, handheld o lavalier? Dipende da come parla chi sta sul palco. Una guida pratica per evitare il feedback e le voci che non si sentono.

Di Cristian Ciux, Consulente Audio Video

Pubblicato il: 2 Ottobre 2026Tempo di lettura: 3 min
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Microfoni per conferenze e convegni: quali scegliere per tavolo, podio e domande

Prima del microfono, il modo di parlare

La domanda giusta non è «qual è il microfono migliore», ma «come parleranno le persone sul palco». Un relatore che resta seduto al tavolo, uno che cammina con il telecomando delle slide e un moderatore che passa la parola al pubblico hanno bisogno di microfoni diversi.

Se il microfono è sbagliato nessun mixer lo corregge del tutto: o la voce arriva debole, o per alzarla si rischia il feedback. Scegliere bene all’inizio è la cosa che fa più differenza.

Tavoli dei relatori: il gooseneck

Per tavoli e podio il microfono gooseneck (a collo d’oca) è la scelta più affidabile. Resta fermo, non va passato di mano e, con una capsula cardioide o supercardioide, riprende la voce di chi ha davanti e poco di quello che succede intorno.

La distanza conta: la capsula va puntata verso la bocca, a circa 15–30 cm. Più vicino si sentono i pop, i colpi di fiato; più lontano la voce perde corpo e bisogna alzare il gain.

Un dettaglio che si sottovaluta: ogni volta che raddoppiano i microfoni aperti, l’impianto perde circa 3 dB di gain before feedback, cioè di margine prima del fischio. Con sei relatori al tavolo conviene un mixer con automixer, che apre solo i microfoni di chi sta parlando. Molti mixer digitali professionali, come la serie Yamaha QL, lo hanno integrato.

Chi si muove: handheld o lavalier

Il radiomicrofono handheld, quello a mano, è il più semplice da usare e il più resistente al feedback, perché sta vicino alla bocca. È ideale per moderatori, presentatori e per chi interviene poco.

Il lavalier, il piccolo microfono da appuntare sul vestito, lascia le mani libere ed è comodo per chi parla a lungo e usa le slide. Va fissato al centro del petto, circa 15–20 cm sotto il mento, lontano da collane e badge che sfregano. Essendo più lontano dalla bocca, rende meglio in sale non troppo rumorose e con diffusori ben posizionati.

Per chi gira spesso la testa mentre parla, un headset (microfono ad archetto) è il compromesso migliore: resta alla stessa distanza dalla bocca in ogni posizione.

Le domande dal pubblico (Q&A)

Le domande sono il momento in cui l’audio di un convegno si inceppa più spesso. Le soluzioni che funzionano sono due: un handheld portato da un runner di sala, oppure un microfono su asta nel corridoio, dove il pubblico si mette in fila.

  • Prevedere almeno due radiomicrofoni per il pubblico nelle sale grandi.
  • Chiedere a chi interviene di dire nome ed ente al microfono.
  • Ripetere la domanda dal palco se è stata fatta senza microfono, soprattutto se c’è una diretta.

Quanti canali radio servono

Contate le persone che devono avere un microfono acceso nello stesso momento, non il numero totale dei relatori. Se cinque persone si alternano al podio basta un microfono; se a una tavola rotonda parlano in quattro, ne servono quattro, più uno per il moderatore e uno o due per il pubblico.

In un centro congressi con più sale e altri eventi in corso, le frequenze dei radiomicrofoni vanno coordinate tra loro (frequency coordination). I sistemi digitali di oggi lo rendono molto più semplice, ma è un controllo da fare durante il montaggio, non quando il primo relatore è già sul palco.

La checklist prima di aprire la sala

Pochi controlli, fatti sempre nello stesso ordine, evitano quasi tutti i problemi.

  • Batterie nuove o cariche in ogni trasmettitore, bodypack o handheld, e un set di ricambio in regia.
  • Ogni microfono etichettato con il nome del relatore o della postazione.
  • Soundcheck con i relatori veri, non solo con il tecnico.
  • Livelli salvati sul mixer come scene, una per sessione.
  • Un microfono di backup già collegato e pronto.
  • Registrazione avviata e controllata prima della prima sessione.
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